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Rischio di Ictus

L’ictus è una delle complicanze più serie della FA, poiché associato a disabilità permanenti e morte.3,4 Dal 20 al 30% di tutti gli ictus avvengono in pazienti con Fibrillazione Atriale.1,2 I pazienti con FA hanno il 142% di rischio in più di subire un ictus e il 133% in più di subire un ictus ischemico rispetto a quelli senza.5 L’ictus debilita maggiormente chi soffre di FA.6,7 Ci sono vari fattori che innalzano la probabilità di ictus tra i pazienti con FA, come l’età. Il punteggio CHA2DS2VASc è un noto strumento di valutazione a tal riguardo.1,9

Ictus come complicanza della FA

La FA attraverso un meccanismo cardio-embolico è un noto fattore di rischio per l’ictus.1 Dal 20 al 30% di tutti gli ictus avvengono in pazienti con Fibrillazione Atriale.1,2

L’ictus è una delle complicanze più serie della FA, poiché associato con disabilità permanenti e morte.3,4

I pazienti con FA hanno il 142% di rischio in più di subire un ictus e il 133% in più di subire un ictus ischemico rispetto a quelli senza.5

La FA non solo aumenta il rischio di un ictus ma anche la sua gravità, debilitando maggiormente i pazienti.6,7 Un paziente con FA che ha subito un ictus riporta maggiori danni neurologici e disabilità rispetto a un paziente normale.6

rischio di ictus

Valutare il rischio di ictus e strategie preventive

Il rischio di subire un ictus si valuta considerando la presenza o meno di vari fattori. Quelli più comuni rientrano in una serie di punteggi dei quali il più famoso è il CHADS2 (Insufficienza Cardiaca Congestizia, Ipertensione, Età, Diabete e Ictus)8

Il punteggio CHADS2 ha la sua estensione nel CHA2DS2-VASc, che tiene conto anche del rischio vascolare (arteriopatia periferica, precedenti di infarto, ateroma aortico) e del sesso femminile.

rischi fibrillazione atriale 

Calcolare il rischio di ictus del tuo paziente FA tramite CHA2DS2-VASc

Il CHA2DS2-VASc permette ai medici di valutare velocemente il rischio di ictus, interpretandolo e spiegandolo al paziente, oltre a raccomandargli la terapia. Ciascun fattore riceve un 1 punto tranne un’età ≥ 75 e l’ictus/TIA che ne ricevono 2. Più punti si totalizzano e più alto sarà il rischio.

Le linee guida della Società Europea di Cardiologia (ESC) per il 2016 raccomandano l’uso del punteggio CHA2DS2-VASc per stimare il rischio di ictus nei pazienti con FA. Cliccare per calcolare il rischio del paziente.

cha2ds2 vasc

Le Linee Guida della European Stroke Association

Le morti per ictus possono essere ampiamente evitate con la terapia anticoagulante.1 Un antagonista orale non-K (NOAC) è preferito, tranne che nei pazienti con stenosi mitralica da moderata a severa, valvole cardiache meccaniche o grave malattia renale.1

L’ipertensione è un altro fattore di rischio e aumenta le possibilità di emorragie, il che potrebbe portare a FA ricorrente, perciò nell’ambito del totale controllo della FA la pressione andrebbe sempre tenuta sotto controllo.1

Il rischio maggiore di ricorrenza si presenta subito dopo il primo ictus o attacco ischemico transitorio (TIA) e secondo le linee guida della European Stroke Association, andrebbe iniziata subito la terapia anticoagulante.

rischio di ictus

Riferimenti

1. Kirchhof P, Benussi S, Kotecha D, Ahlsson A, Atar D et al. (2016) 2016 ESC Guidelines for the management of atrial fibrillation developed in collaboration with EACTS. Eur Heart J 37 (38): 2893-2962. 2. Zoni-Berisso M, Lercari F, Carazza T, Domenicucci S (2014) Epidemiology of atrial fibrillation: European perspective. Clin Epidemiol 6 213-220. 3. Menke J, Luthje L, Kastrup A, Larsen J (2010) Thromboembolism in atrial fibrillation. Am J Cardiol 105 (4): 502-510. 4. Hillis AE, Tippett DC (2014) Stroke Recovery: Surprising Influences and Residual Consequences. Advances in Medicine 2014 1-10. 5. Odutayo A, Wong CX, Hsiao AJ, Hopewell S, Altman DG et al. (2016) Atrial fibrillation and risks of cardiovascular disease, renal disease, and death: systematic review and meta-analysis. Bmj 354 i4482. 6. Hannon N, Sheehan O, Kelly L, Marnane M, Merwick A et al. (2010) Stroke associated with atrial fibrillation--incidence and early outcomes in the north Dublin population stroke study. Cerebrovasc Dis 29 (1): 43-49. 7. Andrew NE, Thrift AG, Cadilhac DA (2013) The prevalence, impact and economic implications of atrial fibrillation in stroke: what progress has been made? Neuroepidemiology 40 (4): 227-239. 8. Lip GY, Nieuwlaat R, Pisters R, Lane DA, Crijns HJ. (2010) Refining clinical risk stratification for predicting stroke and thromboembolism in atrial fibrillation using a novel risk factor-based approach: the euro heart survey on atrial fibrillation Chest. ;137(2):263-72. doi: 10.1378/chest.09-1584. Epub 2009 Sep 17. 9. Bassand JP, Accetta G, Al Mahmeed W, Corbalan R, Eikelboom J et al. (2018) Risk factors for death, stroke, and bleeding in 28,628 patients from the GARFIELD-AF registry: Rationale for comprehensive management of atrial fibrillation. PLoS One 13 (1): e0191592.