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Quando chiedere un consulto?

La maggior parte dei pazienti accede inizialmente al sistema sanitario attraverso i farmacisti, gli operatori sanitari della comunità o i medici di base.Dopo una valutazione iniziale, le linee guida ESC propongono di prendere in considerazione cinque fattori (o ambiti) per assicurare un approccio integrato e strutturato.

(1) Instabilità emodinamica o sintomi gravi e limitanti; 
(2) Presenza di fattori precipitanti (es. tireotossicosi, sepsi o FA postoperatoria) e condizioni vascolari soggiacenti;
(3) Rischio di ictus e necessità di anticoagulanti;
(4) Battito cardiaco e necessità di tenerlo sotto controllo;
(5) Analisi dei sintomi e decisioni legate al controllo del ritmo.

Dopo la valutazione iniziale, per poter giudicare appieno l’effetto della FA sulla salute cardiovascolare generale del paziente, si richiede solitamente una revisione a cura di un esperto di FA o almeno un consulto cardiologico.1

Gestione dei pazienti con FA

Dopo una diagnosi, l’approccio integrato e strutturato con uno specialista di FA viene considerata la scelta migliore per raggiungere risultati migliori per il paziente. Tale scelta richiede coordinazione e collaborazione tra medici generici, cardiologi, cardiochirurghi, elettrofisiologispecialisti di ictus, medici di professioni sanitarie affini e pazienti. ​

I pazienti dovrebbero avere un ruolo centrale nel processo e comprendere le loro responsabilità nell’aderenza ai trattamenti e a qualsiasi cambiamento di stile di vita richiesto per ottimizzare i risultati. ​

Ulteriori informazioni possono essere reperite nella sezione Approccio centrato sul paziente.

Gestione dei pazienti con FA

Riferimenti

1. Kirchhof P, Benussi S, Kotecha D, Ahlsson A, Atar D et al. (2016) 2016 ESC Guidelines for the management of atrial fibrillation developed in collaboration with EACTS. Eur Heart J 37 (38): 2893-2962.