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Gestione dei pazienti con FA

La gestione della FA si concentra sul controllo efficace e sicuro della patologia, sul miglioramento dei sintomi e la riduzione delle principali complicanze basandosi su decisioni prese di comune accordo da medico e paziente. La chiave per aiutare il paziente ad autogestirsi è l’incoraggiamento e comporta l’educazione del paziente, il suo coinvolgimento nella presa di ogni decisione e la promozione della condivisione delle responsabilità. Questo approccio può portare a una maggiore aderenza terapeutica e al mantenimento dei cambiamenti di stile di vita fatti allo scopo di migliorare la salute generale e ridurre il rischio di complicanze.

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Modifiche allo stile di vita e aderenza alle cure sono fondamentali per la gestione della FA 

Nel trattamento della FA è essenziale che i pazienti comprendano i loro ruoli e responsabilità. Spesso le cure richiedono una variazione nello stile di vita da accompagnare a un’aderenza alla terapia continuata. In quanto professionisti, i medici hanno la responsabilità di fornire ai loro pazienti cure basate su prove di efficacia ma sostanzialmente, al paziente verrà richiesto di assumersi la responsabilità della propria cura per potersi autogestire.

Il coinvolgimento e l’autogestione del paziente hanno dimostrato di giocare un ruolo significativo nella gestione della FA, non solo aiutando ad aumentare l’aspettativa di vita ma anche migliorandone la qualità, potenziando così i risultati futuri.

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L’autogestione si concentra principalmente su modifiche dello stile di vita studiate su misura per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari pericolosi come ictus o infarto del miocardio, e per minimizzare l’impatto di qualsiasi potenziale fattore di rischio o causa soggiacente della FA.1 Tali modifiche possono comprendere:

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Smettere di fumare:

Il fumo è stato associato a un aumento del rischio di FA, presumibilmente per via del ruolo infiammatorio della nicotina, legato alla coronaropatia e collegato alle patologie ostruttive croniche polmonarie.

Uno studio ha dimostrato che i fumatori avevano oltre il doppio delle probabilità di sviluppare la FA (2.1x), mentre gli ex fumatori avevano circa il 30% delle probabilità rispetto a chi non aveva mai fumato. 2,3

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Ridurre il consumo di alcool:

Una vasta meta-analisi ha scoperto che in 5 degli 8 studi analizzati, anche un solo drink al giorno aumentava significativamente il rischio di FA, il che si traduce approssimativamente in un rischio di FA aumentato del 10% nel tempo.4 Nei pazienti con FA sotto anticoagulanti, l’eccesso di alcool - classificato come circa 8 o più drink a settimana - è associato a un aumento del rischio di emorragie, una grave complicanza di tale terapia.

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Obesità:

L’obesità è stata identificata tra i fattori di rischio nella FA, a causa del suo legame con l’aumento delle probabilità di una disfunzione diastolica LV, aumentata attività simpatica e infiammazione, aumento dell’infiltrazione lipidica negli atri.

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Modifiche alla dieta:

Secondo numerosi casi clinici, adottare una dieta principalmente vegetariana integrata con pesce, olio d’oliva, frutta secca e fresca oltre a evitare zuccheri o alimenti raffinati, si è dimostrato positivo sulla riduzione del rischio di FA e eventi cerebrovascolari. 5,6,7,8

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Aumento dell’attività fisica:

Qualsiasi forma di attività fisica, esclusa quella competitiva che richiede un eccesso di sforzo, ha dimostrato di ridurre moderatamente il rischio di FAUn studio ha scoperto che un livello ideale di attività fisica era associabile a un rischio più basso dell’11% (modificato a seconda delle variabili confondenti rilevanti) rispetto a uno scarso.9

Incoraggiare i pazienti ad autogestirsi

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INFORMARE:

L’educazione è un prerequisito per l’approccio centrato sul paziente e si assicura che gli vengano date le informazioni necessarie per poter gestire da solo la propria condizione. L’educazione va oltre la comprensione della biologia di base della FA, ma scava a fondo nella gestione della patologia, nella comprensione dei suddetti fattori di rischio, del loro impatto, e di potenziali opzioni di cura future.1

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COINVOLGERE:

Ogni paziente è diverso, perciò ai fini della gestione ottimale della FA è estremamente importante adattare un piano di cure personalizzato. Coinvolgere i pazienti nel processo decisionale delle cure, oltre a ritagliarle su misura rispetto ai loro bisogni e stili di vita, può assicurare obiettivi più realistici e raggiungibili, xhe si traduce in un’ottimizzazione dei risultati. 1

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INCORAGGIARE:

La condivisione delle scelte tra medico e paziente è la chiave per personalizzare il trattamento. Se si promuove anche la condivisione della responsabilità di tali cure, i pazienti saranno inclini ad assumersi quella della gestione della loro patologia con un probabile aumento dell’aderenza e mantenimento dei cambiamenti effettuati allo stile di vita a lungo andare. 1

Riferimenti

1.Kirchhof P, Benussi S, Kotecha D, Ahlsson A, Atar D et al. (2016) 2016 ESC Guidelines for the management of atrial fibrillation developed in collaboration with EACTS. Eur Heart J 37 (38): 2893-2962. 2. Sabzwari SRA, et al. (2018) Ten Lifestyle Modification Approaches to Treat Atrial Fibrillation. Cureus. 2018 May 24;10(5):e2682. doi: 10.7759/cureus.2682. 3. Heeringa J et al (2008) Am Heart J.156(6):1163-9.Cigarette smoking and risk of atrial fibrillation: the Rotterdam Study. 4. Larsson SC, Drca N, Wolk A, (2014) Alcohol consumption and risk of atrial fibrillation: a prospective study and dose-response meta-analysis. J Am Coll Cardiol.2014 Jul 22;64(3):281-9. 5. Geisler BP. Cardiovascular Benefits of the Mediterranean Diet Are Driven by Stroke Reduction and Possibly by Decreased Atrial Fibrillation Incidence. Am J Med.2016 Jan;129(1):e11. 6. Martínez-González MÁet al ( 2014) Extravirgin olive oil consumption reduces risk of atrial fibrillation: the PREDIMED (Prevención con Dieta Mediterránea) trial. Circulation.2014 Jul 1;130(1):18-26. 7. Mattioli AV, Miloro C, Pennella S, Pedrazzi P, Farinetti A (2013) Adherence to Mediterranean diet and intake of antioxidants influence spontaneous conversion of atrial fibrillation. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2013 Feb;23(2):115-21. 8. Rix TA, Joensen AM, Riahi S et al . (2014) A U-shaped association between consumption of marine n-3 fatty acids and development of atrial fibrillation/atrial flutter-a Danish cohort study Europace. 2014 Nov;16(11):1554-61. 9. Huxley R et al (2014) Physical Activity, Obesity, Weight Change and Risk of Atrial Fibrillation: The Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) Study Circ Arrhythm Electrophysiol.; 7(4): 620–625.